Master Digital Twin, AI e sostenibilità: una visione integrata per formare professionisti

Intervista a Francesco Ruperto, coordinatore scientifico e docente del Master Digital Twin e AI per la Sostenibilità dell’Ambiente costruito

Il Master mette insieme Digital Twin, Intelligenza Artificiale e sostenibilità, tre temi spesso affrontati separatamente. Perché oggi è importante considerarli come un unico percorso di trasformazione dell’ambiente costruito?

    È importante considerarli come un unico percorso perché oggi la trasformazione dell’ambiente costruito non può più essere letta solo come innovazione tecnologica, né solo come sostenibilità ambientale. Digital Twin, Intelligenza Artificiale e criteri ESG rappresentano tre dimensioni strettamente interdipendenti: il Digital Twin consente di costruire una rappresentazione dinamica e informata degli asset, l’AI permette di interpretare grandi quantità di dati e supportare decisioni più consapevoli, mentre la sostenibilità orienta tali decisioni verso obiettivi misurabili di efficienza, resilienza e valore nel tempo. Il Master nasce proprio per creare questa visione integrata, formando professionisti capaci di governare dati, processi e tecnologie lungo l’intero ciclo di vita di edifici, infrastrutture e territori.

    Il settore delle costruzioni sta vivendo una profonda evoluzione digitale. Quali sono, secondo lei, le competenze che oggi mancano maggiormente a professionisti e organizzazioni e che questo percorso intende sviluppare?

    Le competenze che oggi mancano maggiormente non sono soltanto tecniche, ma soprattutto integrate. Il settore ha bisogno di figure capaci di comprendere il valore del dato, leggere informazioni complesse, gestire processi digitali interoperabili, valutare rischi, applicare strumenti di AI e operare in coerenza con standard, normative e criteri ESG. Molti professionisti possiedono competenze verticali, ma faticano a connettere BIM, data governance, cybersecurity, project e risk management, sostenibilità e gestione operativa degli asset. Il Master intende colmare questo gap formando figure ponte, in grado di dialogare con profili tecnici, manageriali e istituzionali e di trasformare l’innovazione digitale in capacità decisionale e valore organizzativo.

    Uno degli aspetti distintivi del Master è l’approccio multidisciplinare e orientato ai casi concreti. Come avete costruito il programma per trasformare le innovazioni tecnologiche in strumenti realmente applicabili nella pratica professionale?

    Abbiamo costruito il programma con una logica modulare e progressiva, partendo dalla comprensione strategica della trasformazione digitale e sostenibile per arrivare all’applicazione concreta delle tecnologie nei processi professionali. Il percorso combina lezioni teorico-metodologiche, laboratori applicativi, casi studio e contributi di esperti e aziende leader. Le tre aree principali — trasformazione digitale e sostenibilità, gestione dei dati e dell’AI, Digital Twin per il ciclo di vita dell’ambiente costruito — permettono di collegare normativa, governance, strumenti digitali e casi reali. L’obiettivo non è solo trasferire conoscenze, ma fornire metodi e strumenti immediatamente spendibili in gare, appalti digitali, gestione di asset, progetti ESG e strategie di innovazione.

    Il percorso coinvolge aziende e partner tecnologici di primo piano. Quanto è importante il confronto diretto con chi sta già sperimentando Digital Twin, AI e gestione dei dati nei progetti reali?

    È un elemento fondamentale. La trasformazione digitale del settore AEC non può essere affrontata in modo astratto: richiede il confronto con esperienze operative, piattaforme, casi applicativi e modelli organizzativi già sperimentati. La presenza di partner scientifici, tecnologici e industriali consente ai partecipanti di entrare in contatto con soluzioni reali, casi di Digital Twin, applicazioni AI, IoT, CDE, dashboard e modelli di gestione informativa. Questo rapporto diretto con il mercato rafforza il valore del Master perché permette di comprendere non solo cosa è possibile fare, ma anche come implementarlo in contesti complessi, regolati e orientati alla sostenibilità

    Tra cinque anni, quale sarà la caratteristica che distinguerà un professionista davvero competitivo nel settore AEC rispetto a chi continuerà a lavorare con gli approcci tradizionali?

    Tra cinque anni il professionista competitivo sarà colui che saprà governare l’intero ecosistema informativo dell’ambiente costruito. Non basterà conoscere singoli software o strumenti digitali: sarà necessario comprendere come dati, modelli informativi, AI, sostenibilità, normativa e governance possano integrarsi per migliorare decisioni, performance e gestione del rischio. La differenza sarà nella capacità di trasformare il dato in conoscenza utile, coordinare processi interdisciplinari, operare in conformità con standard e requisiti ESG e contribuire alla creazione di valore lungo tutto il ciclo di vita degli asset. In questo senso, il Master prepara professionisti capaci non solo di adattarsi al cambiamento, ma di guidarlo.